Festa del Cinema di Roma 2016 – La Caja Vacía

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Claudia Sainte-Luce racconta il rapporto irrisolto tra un padre e una figlia

La pluripremiata regista messicana per Los insólitos péces gato (del 2013), Claudia Sainte-Luce, torna dietro la macchina da presa con il film La Caja Vacía (La cassa vuota), presentato nella Selezione Ufficiale della Festa del Cinema di Roma.

Nei panni dei protagonisti Jimmy Jean-Louis (Heroes, Joy) e la stessa Claude Sainte-Luce.

Toussaint è un sessantenne haitiano: le sue condizioni di salute sono precarie e non ha più nessuno al mondo, fatta eccezione per Jazmin, figlia trentenne che vive a Città del Messico e per la quale non è mai stato un buon padre. Presto dovrà trasferirsi proprio da lei e la convivenza forzata costringerà entrambi ad affrontare il proprio passato. Per Jazmin il compito sarà ancora più difficile: riuscire a perdonare suo padre, prendersene cura e trovare un posto nel mondo per se stessa e la sua nuova vita.

I personaggi di La Caja Vacía sono in qualche modo intrappolati: Toussaint nei suoi rimpianti e nella sua malattia, che lo consuma di giorno in giorno, Jazmin in un latente risentimento che, più che rabbioso, ormai sembra diventato parte delle sue abitudini. La donna infatti non vive, ma sopravvive: preferisce lavorare in una caffetteria piuttosto che coltivare i suoi sogni, sottovaluta le attenzioni di Manu, un uomo che s’innamora davvero di lei nonostante il suo atteggiamento scostante e la malattia del padre.

La regia della Sainte-Luce è lenta, indagatrice: nelle scene c’è poca musica, quello che sentiamo sono i rumori (dallo scroscio dell’acqua, allo strascichio delle ciabatte di Toussaint) che si stagliano in un silenzio sconfortante. I sentimenti dei due protagonisti ci arrivano tramite le loro espressioni, ma i flashback chiariscono poco di quello che è stato e di quanto forte sia stato l’impatto sull’animo di padre e figlia. 

Co-produzione franco-messicana, La Caja Vacía è un film difficile: il senso di vuoto suggerito dal titolo è più vicino alla noia che alla desolazione. Menzione speciale solo per l’ottima prova di Jimmy Jean-Louis, che interpreta splendidamente l’anziano Toussaint.

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